Finalmente siglato l’accordo tra Rai e Comune di Sanremo per il prossimo Festival della Canzone Italiana, che si terrà dal 24 al 28 Febbraio 2026.
Dopo mesi di stallo e di battaglie comunicative, finalmente è stato trovato un accordo per l’organizzazione e la messa in onda del Festival della Canzone Italiana, per cui ieri sono state annunciate al TG1 della sera le date per l’edizione del 2026, ovvero da martedì 24 Febbraio sino a sabato 25 Febbraio,
Periodo un pochino più “avanti” rispetto agli anni passati, ma la decisione è stata presa per non creare accavallamenti con le Olimpiadi Invernali.
La notizia è stata accolta con molto entusiasmo a Sanremo, sia dai cittadini che dagli operatori del settore turistico, tanto più che l’accordo dovrebbe essere valido per tre anni, quindi sino al 2028.
Tutto bene alla fine per la città di Sanremo e anche per una manifestazione storica che appassiona milioni di persone ogni anno.
La stampa nazionale però ha realizzato un racconto leggemente distorto della questione, titoli come:
“Il Festival della canzone italiana resta a Sanremo”
o anche
“Accordo Comune-Rai, il Festival resta a Sanremo”
sono leggermente fuorvianti, di sicuro attirano l’attenzione ma scrivere “resta a Sanremo” è inesatto e vogliamo spiegare un pochino la situazione.
Iniziamo dai marchi, “Festival di Sanremo” e “Festival della Canzone Italiana” sono 2 marchi registrati dal Comune di Sanremo.
Senza troppi giri di parole cosa vuol dire? Che senza l’autorizzazione del comune nessuno può realizzare delle manifestazioni con questi nomi in altre città.
Passiamo al format che è l’idea centrale e la struttura generale del programma televisivo, la titolarità del format legato al Festival è della Rai, per cui potrebbero benissimo decidere di usare questo format in altri ambiti.
Se si uniscono i 2 fattori cosa si evince:
- Non si può realizzare una trasmissione identica a Torino (o altre città) chiamandola Festival della Canzone Italiana
- Il Festival di Sanremo non può essere replicato con lo stesse modalità (format) da un’emettente televisiva che non sia la Rai.
Rai e Comune hanno tutta la convenienza a continuare la collaborazione più a lungo possibile, è vero che la Rai potrebbe organizzare una manifestazione chiamandola ad esempio “Festival delle canzoni nazionali”, ma dopo 75 edizioni di Sanremo, ripartire da zero sarebbe uno sforzo notevole e probabilmente con risultati molto più bassi.
Di contro anche se il Comune di Sanremo affidasse ad un’altra emittente l’organizzazione e la messa in onda dei prossimi Festival potrebbe i risultati potrebbero essere più bassi, la Rai è comunque la TV di stato con un comparto tecnico di eccellenza ed è legata a tutta la storia della manifestazione.
Il compromesso trovato è la miglior soluzione possibile per la manifestazione, Carlo Conti è già al lavoro per la prossima edizione e le aspettativa sono molto alte, il quadro sarà perfetto quando i giornali racconteranno la situazione in maniera chiara e senza click bait.
Dato che mancano parecchi mesi alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana, ecco un paio di contenuti che potrebbero interessarti e aiutarti a far passare il tempo dell’attesa.

Tutti i vincitori del Festival di Sanremo dal 1951 ad oggi.

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